MUSEO VITTORIO POZZO

Logo esteso del Museo Vittorio Pozzo
Particolare del logo all'esterno del Museo
Il Sindaco di Ponderano Elena Chiorino taglia il nastro all'inaugurazione
Il Sindaco di Ponderano Elena Chiorino con il giornalista Ormezzano e Piervittorio Pozzo nipote del C.T.
Il MUSEO VITTORIO POZZO è stato inaugurato il 1° Maggio 2016 e si trova a Ponderano in provincia di Biella, ubicato presso l'omonimo Centro Sportivo. Una collocazione ideale come precisa il Sindaco Elena Chiorino, "tra le sedi degli Alpini di Ponderano di cui Vittorio Pozzo è stato tra i soci fondatori e della nostra società calcistica l'A.S.D. PONDERANO".
Un piccolo scrigno dai grandi tesori: può essere definito così il Museo Vittorio Pozzo, un museo semplice ma ricco di contenuti che hanno una densità storica incredibile in cui trovano collocazione ricordi, memorie e prestigiosi cimeli, testimoni di un glorioso passato in cui il calcio era giuoco, entusiasmo, ma anche fatica, umiltà e rigore e da cui anche lo sport di oggi può attingere una preziosa lezione.
Varcata la sua soglia si è proiettati in una stanza nella quale spicca la gigantografia dell'allenatore dipinta in acrilico bianco e blu sul muro dalla giovane Jessica Ramella.

Dopodichè l'attenzione non può non essere attirata dalla sezione "Strani cimeli e ricordi di tempi tragici" che contiene un gallo in ferro battuto, probabilmente a grandezza naturale, impressionante quanto misterioso perchè la sua origine non è chiara: non si sa se si tratti di un trofeo calcistico o sia da mettere in relazione con l'ambito militare.
Ancora più particolare è il tondo marmoreo con l'effige di profilo di Adolf Hitler, realizzata dallo scultore Hans Defregger e probabilmente donata a Pozzo per la conquista dell'oro olimpico della Nazionale italiana proprio a Berlino nel 1936, come indicato dalla dedica firmata da Filippo D'Assia e da due principesse di Savoia, Iolanda Calvi di Bergolo e Mafalda d'Assia, che morì nel campo di concentramento di Buchenwald.
Accanto a questi vi è poi il trofeo che riporta al periodo di maggior fratellanza tra fascismo e nazismo, in ricordo della partita amichevole tra Germania e Italia giocatasi domenica 26 novembre 1939 all'Olympiastadion di Berlino. Avanzando nella stanza ci si imbatte poi nella sezione "Le grandi vittorie di Vittorio" che propone alcuni cimeli e ricordi fotografici relativi al momento d'oro di Pozzo e della sua Nazionale, vale a dire quello compreso tra il 1930 e il 1938.

In questa parte dell'allestimento sono collocate anche alcune maglie, tra le quali ve ne è una azzurra ma non italiana: si tratta di una delle divise indossate dalla rappresentativa europea che sfidò l'Inghilterra ad Highbury il 26 ottobre 1938. La vetrina successiva è invece dedicata alle amicizie del grande Pozzo, nate sui campi da calcio con giocatori, tecnici e dirigenti ma anche avversari. Una delle foto più belle esposte è quella dell'abbraccio tra Pozzo e Raimundo "Mumo" Orsi, scattata quando il commissario ritrova dopo tanti anni uno dei suoi "oriundi", i sudamericani di origini italiane naturalizzati e convocati in nazionale con cui aveva vinto la prima Coppa Rimet nel 1934. Assieme a questa c'è lo scatto con Silvio Piola fatto il 19 aprile 1942.

Oltre a tutto ciò, però, vi è anche il Pozzo Alpino, segnato profondamente dalla Grande Guerra: nella sezione che riguarda questa parte della sua vita vi sono foto che lo ritraggono con il cappello da Alpino e la penna bianca all'inaugurazione della sede di Ponderano, accanto alla "fiamma verde" utilizzata a battesimo nel 1936. Un altro mistero che aleggia sulla sua figura è legato al reggimento in cui ha combattuto: si sa solo che apparteneva al 3° reggimento Alpini ma al momento non è stato possibile identificare nè il battaglione, nè il reparto in cui visse la Prima Guerra Mondiale. "Lo sport raccontato da Vittorio Pozzo" è la parte del museo dedicata alla figura da giornalista, per La Stampa e per Il Secolo di Milano: a tal proposito è stata esposta la macchina da scrivere, sua fedele compagna di avventure e di viaggi come ritrae la foto che lo vede impegnato a scrivere. Giornalista, dunque, che ha avuto anche la sfortuna di vivere una delle pagine più tristi del calcio italiano: quella della tragedia di Superga nella quale è morto il Grande Torino: nel museo sono conservate alcune pagine de La Stampa nelle quali ha raccontato l'orrore, un pezzo dell'aereo, quel FIAT G. 212 che si schiantò contro Superga e un piccolo portachiavi che reca da un lato la Basilica della Madonna delle Grazie di Superga e dall'altro il Grande Torino, immortale, schierato per sempre e pronto per un'eterna partita.



Il Museo potrà essere visitato gratuitamente ogni primo sabato del mese dalle ore 9:00 alle ore 11:00 oppure su prenotazione.
Le prenotazioni potranno essere effettuate da lunedì a sabato negli uffici comunali, dalle 9:00 alle 11:00 oppure via mail a: ponderano@ptb.provincia.biella.it

Chi fosse interessato ad ulteriori informazioni può scrivere allo stesso indirizzo mail o telefonare al Comune di Ponderano allo 015 541224





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