L'ALPINO POZZO

L'esperienza traumatica della Grande Guerra segnò profondamente Vittorio Pozzo. La fotografia che ritrae il vecio con il cappello alpino e la penna bianca da capitano fu scattata l'8 dicembre 1964: gli alpini di Ponderano inauguravano la loro sede (capogruppo Vittorio Tagliavini).
Al centro del fregio dell'aquila si intravede il numero "3": Vittorio Pozzo apparteneva al "3° Reggimento Alpini", il che significa Monte Nero e tante altre celebri quanto terribili battaglie tra il Carso e le Dolomiti. Al momento non è stato possibile identificare nè il battaglione nè, tanto meno, il reparto in cui Vittorio Pozzo visse la Prima Guerra Mondiale, ma il suo legame con i simboli e i valori delle "penne nere" rimase sempre saldo. E fu questo un vincolo che mantenne vivo il rapporto tra Vittorio Pozzo e la sua terra natale.
Quando i reduci ponderanesi, poco dopo aver costituito il loro gruppo nel 1934, pensarono subito al famoso commissario tecnico come "padrino" per inaugurare il gagliardetto. La "fiamma verde" qui esposta è proprio quella "tenuta a battesimo" da Vittorio Pozzo nel 1936. Lo stesso comm. Pozzo è citato nel verbale del 9 gennaio di quell'anno che lo designa anche come "donatore" del medesimo gagliardetto. In effetti fu proprio il C.T. a voler regalare il tipico emblema ai ponderanesi in ricordo di suo fratello, ufficiale alpino caduto nella Grande Guerra.
Il biglietto da visita firmato indica nel 15 settembre la data programmata per l'inaugurazione. In verità la cerimonia avvenne il 18 ottobre 1936. Vittorio Pozzo aveva vinto l'oro olimpico a Berlino due mesi prima e quella domenica doveva seguire la partita tra la Juventus e l'Ambrosiana-Inter, ma questo non gli impedì di posare nella foto ricordo di quella giornata di ottant'anni fa, memorabile per Ponderano.





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